Chicken Police – Paint it RED!: la recensione
Un gallo alcolizzato a centoventuno giorni dalla pensione, una città chiamata Clawville fotografata sempre in bianco e nero, e teste di animale montate su corpi in trench. Chicken Police – Paint it RED! è uno di quei giochi che si riconoscono da un solo fotogramma, e che proprio per questo rischiano di essere giudicati solo per l'aspetto. Dopo averlo finito, la domanda che resta è un'altra: sotto la copertina c'è un poliziesco che regge?
La premessa
Si veste i panni di Santino «Sonny» Featherland, vent'anni di servizio, una carriera finita male e una sospensione che sta per trasformarsi in pensionamento. La quiete dura poco: Deborah Ibanez si presenta nel suo ufficio per conto di Natasha Catzenko, cantante famosa e cliente di quelle che nel noir portano sempre guai. Per accettare il caso Sonny deve rimettersi in coppia con Marty MacChicken, il socio con cui aveva chiuso nel modo peggiore possibile.
L'impianto è dichiaratamente classico: la coppia scoppiata, la dama in difficoltà, la città marcia sotto la superficie. La scrittura lo sa e ci gioca sopra, alternando battute assurde a scene che virano improvvisamente sul serio. È l'equilibrio più riuscito del gioco.
Come si gioca davvero
Meglio dirlo subito, perché è il punto su cui si decide se il gioco fa per voi: Chicken Police è più un romanzo interattivo che un'avventura punta e clicca. Le azioni possibili sono poche e nessuna richiede riflessi o abilità.
- Esplorazione: ci si sposta fra luoghi da una mappa, si osservano le scene e si raccolgono indizi cliccando sui dettagli evidenziati.
- Interrogatori: il cuore del gioco. Si sceglie quale domanda porre e in quale ordine; alcune si sbloccano solo se avete già ottenuto l'informazione giusta altrove.
- Taccuino: raccoglie automaticamente indizi, personaggi e collegamenti. È anche il modo più veloce per ricostruire il filo se si lascia il gioco per qualche giorno.
- Piccoli intermezzi: qualche sequenza spezza il ritmo, ma sono eccezioni e non richiedono particolare abilità.
Non ci sono game over punitivi né sezioni in cui si può restare bloccati per ore. Se una domanda non porta a nulla, quasi sempre manca un'informazione che si trova altrove: la nostra soluzione spiega come sbloccare i vari passaggi senza rovinare la trama.
La direzione artistica
Il gioco costruisce ogni personaggio fotografando modelli in costume e montando digitalmente teste di animale. Il risultato non somiglia a nient'altro: le espressioni restano fisse, quasi da maschera, e questo dà ai dialoghi una staticità che all'inizio disorienta e poi diventa una cifra stilistica. Il bianco e nero è una scelta netta, sostenuta da un uso del rosso limitato a pochissime scene.
Il comparto sonoro tiene il passo: musica jazz scritta per il gioco, effetti ambientali minimi e un doppiaggio inglese di livello superiore alla media della produzione indipendente. La voce di Sonny in particolare regge da sola diverse scene che sulla carta sarebbero state solo funzionali.
Cosa non funziona
- Il ritmo cala nella parte centrale. Gli interrogatori si somigliano e la struttura diventa prevedibile: nuovo personaggio, lista di domande, nuovo indizio, nuovo personaggio.
- Le scelte pesano poco. Si può essere duri o concilianti, ma l'esito delle indagini cambia molto meno di quanto il gioco lasci intendere.
- Quasi nessuna sfida. Chi cerca enigmi da risolvere resterà a bocca asciutta: il gioco chiede attenzione, non ingegno.
- La rigiocabilità è bassa. Esistono varianti nei dialoghi, ma la struttura resta identica e la seconda partita si fa soprattutto per rileggere le scene migliori.
Durata e prezzo
Una partita completa richiede in genere fra le otto e le dodici ore, a seconda di quanto si esplorano i dialoghi facoltativi. È una durata onesta per il tipo di prodotto: il gioco non tira per le lunghe e finisce quando ha finito di raccontare.
Sul prezzo non facciamo consigli: la cifra corrente e gli eventuali sconti sono indicati nella scheda ufficiale del negozio, insieme a tasse e condizioni, nel passaggio successivo all'acquisto.
Per chi è, e per chi no
| Fa per voi se | Lasciate perdere se |
|---|---|
| Vi piacciono i polizieschi anni Quaranta e i dialoghi lunghi | Cercate enigmi, azione o una sfida vera |
| Volete un'avventura da finire in un paio di sere | Volete un gioco che duri decine di ore |
| Apprezzate una direzione artistica fuori standard | Il bianco e nero fisso vi stanca in fretta |
| Leggete volentieri anche in inglese, se serve | Volete il parlato nella vostra lingua |
In sintesi
Chicken Police vince dove aveva più da perdere: la premessa demenziale non resta una gag, ma diventa il veicolo di un noir scritto con rispetto per il genere. Perde là dove aveva promesso di più: come gioco, chiede pochissimo a chi lo tiene in mano. Preso per quello che è — un romanzo poliziesco illustrato, con una manciata di scelte — è uno dei titoli più riusciti della sua nicchia.
Il gioco è stato acquistato da noi. Le immagini sono catture di schermata realizzate durante la partita e utilizzate a fini di recensione e commento critico; i diritti restano dei rispettivi titolari.